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BATTAGLIA AGLI INQUINAMENTI



La Stampa di Torino.

Mercoledì 18 maggio 1982.

Audenzio Martinazzi scrive: “L’arresto dell’industriale U.C., di quarantacinque anni, titolare dell’omonima conceria a Cesara ha destato enorme scalpore. I C., una famiglia che opera nel settore da generazioni con stabilimenti anche a Gozzano e Arena, sono molto conosciuti. L’imputazione è di “danneggiamento aggravato di acque pubbliche” (quelle del lago) in violazione alla legge Merli.

L’industriale è stato arrestato nell’interno dello stabilimento sabato pomeriggio dai carabinieri di Omegna e dal nucleo operativo di Verbania. Stupore fra i conoscenti e rammarico fra le maestranze che ieri mattina, quando si sono presentati al lavoro sono state riunite nel piazzale antistante la palazzina degli uffici dove il ragionier R. capo del personale, li ha informati su quanto successo sabato e che avrebbero dovuto considerare di ferie la settimana in corso, dato che gli impianti produttivi erano stati messi sotto sequestro per accertamenti in ordine ad una loro possibile nocività. L’atteggiamento dei dipendenti è di solidarietà per il titolare dell’azienda in quanto dicono: “Cesara conta ottocento abitanti, impiegarne sessanta nella conceria significa contribuire in modo determinante al benessere del paese.” All’imputazione dell’industriale il pretore dr. Dario Culot, coadiuvato dai carabinieri della stazione di Alzo, del servizio navale e della squadra di polizia giudiziaria dei carabinieri di Omegna, è arrivato dopo mesi di pazienti ed elaborate indagini in cui ha collaborato un equipe universitaria coordinata dal Prof.Giuseppe Ambrosini di Varese. Per gli accertamenti il docente si è giovato di telecamere a colori e di fotografie a raggi infrarossi per determinare le variazioni termiche in terra e in acqua.

Le indagini si estenderanno anche per appurare se le lavorazioni della conceria possono aver danneggiato in qualche modo la salute dei dipendenti che saranno sottoposti a visite mediche specialistiche. Frattanto sul lago d’Orta fervono i lavori di risanamento delle acque attraverso due depuratori: uno, che servirà la sponda occidentale; l’altro che sta per sorgere alle brughiere di Omegna. Invece ci sono vivaci proteste perché alla foce del torrente Qualba, sotto Cesara, si presentano schiume maleodoranti. Le autorità ne hanno spesso prelevato dei campioni per provvedere ad analisi i cui risultati non hanno mai portato ad individuare la vera natura. Si parlò di una specie di alga che staccandosi periodicamente dal fondo si assestava in superficie determinando il fenomeno. I pescatori della zona non sono mai stati convinti.

I risultati dell’indagine daranno una volta per tutte una risposta all'interrogativo. “Noi non puntiamo il dito contro nessuno –avevano detto i pescatori- perché non è una sola azienda a giovarsi della Qualba come canale di scarico di residui di lavorazione”. Gli inquirenti hanno individuato due scarichi attivi ben occultati che non erano mai stati individuati prima.”

 


Inquinamento delle acque


L’uso del torrente Qualba come scarico industriale che contribuisce all’agonia del lago d’Orta, non è che un pallido esempio della situazione ecologica mondiale. Un operato della manipolazione dell’uomo in rapporto alla natura che ha sempre come risultato finale l’alterazione del metabolismo e della struttura, di un ecosistema e progressivamente, ma inevitabilmente della biosfera.

Infatti i fini di studio e di ricerca del benessere dell’uomo sono andati più in la del previsto alterando le catene atrofiche e trattando gli spazi come essi fossero nostre inesauribili riserve oppure cisterne in ininquinabili.

Dopo secoli di aggressioni e di saccheggi all’ambiente naturale, con il pieno sviluppo della civiltà consumistica che ha centuplicato lo squilibrio metabolico della terra, i primi allarmanti segni di pericolo si sono palesemente mostrati non solo agli scienziati, ma anche ai più densi strati dell’opinione pubblica. Le foreste infatti scompaiono, gli animali scompaiono e l’uomo ogni giorno è esposto a tossici che insidiano non solo la sua esistenza, ma anche i suoi organi riproduttivi. La terra, le acque si avvelenano; i cicli biologici scompaiono.

La popolazione aumenta in modo impressionante. Sei miliardi di individui popolano oggi il mondo. Tra sessant’anni il nostro pianeta sarà calpestato da 15 o 20.000.000.000 di persone. Continuando con questo ritmo riproduttivo, fra 600 anni ogni uomo disporrà di un metro quadrato di terra. L’uomo ha distrutto la fauna di interi continenti, 338 specie di uccelli e 288 di mammiferi sono in imminente procinto di estinzione.

L’uomo uccide per il gusto del trofeo e del tiro agli uccelli rapaci dando piena libertà di proliferazioni a topi e ratti. L’uomo, forte di una tassa che paga allo stato, si tramuta in cacciatore e imbracciato il fucile distrugge una natura che è proprietà di tutti gli uomini indipendentemente dalla nazione a cui appartengono. Distruggendo accanitamente gli uccelli, favoriamo lo sviluppo di insetti nocivi alla coltura, alle foreste, agli animali domestici, alla salute della collettività. Rondini e rondoni si estinguono a causa degli insetticida che hanno distrutto i loro nutrimenti e delle ridotte possibilità di nidificazione. Il gusto della caccia grossa, ha ridotto in India il numero delle fiere.

500 tigri, 400 rinoceronti, 177 leoni asiatici è tutto quanto in India è rimasto. L’ibis del Giappone si è ridotto a solo 12 esemplari. Del bisonte europeo si è salvato solo un branco e severe leggi hanno impedito la distruzione del bisonte americano. Le balene stanno riducendosi a valori inferiori del limite di sopravvivenza, le foche vengono spietatamente massacrate. Ora i giapponesi hanno fatto formale richiesta all’Australia di poter massacrare 100.000 pinguini all’anno. Le acque sono inquinate: oceani, mari, laghi e fiumi sono biologicamente alterati.  Interi mari si stanno sterilizzando, fiumi e laghi sono morti. Altri sono in irreversibile agonia. L’uomo li ha uccisi. L’atmosfera è inquinata.

 



Inquinamenti industriali

L’uomo l’ha portata ad un limite di pericolosa rottura. Nel 1952, nella sola Londra vi furono in pochi giorni, ben 4000 morti per lo smog. Nel 1948 il 42% della popolazione di Donora negli Stati Uniti, venne intossicata. Tutto si corrode: palazzi, statue, opere d’arte, epidermidi e polmoni umani. Il D.D.T. (di cloro- difenil- trocloroetano) trasportato dalle correnti aeree ha spaziato e spazia per l’atmosfera. Ognuno di noi lo ha in corpo, nei tessuti adiposi. Le nostre donne, lo hanno inglobato nel loro latte, lo stesso che i nostri figli succhiano. Il D.D.T. venne trovato nel grasso degli orsi polari e ai Poli vennero rinvenuti animali radioattivi.

 

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