Audenzio Martinazzi scrive: “L’arresto dell’industriale U.C., di
quarantacinque anni, titolare dell’omonima conceria a Cesara ha destato
enorme scalpore. I C., una famiglia che opera nel settore da generazioni
con stabilimenti anche a Gozzano e Arena, sono molto conosciuti.
L’imputazione è di “danneggiamento aggravato di acque pubbliche” (quelle
del lago) in violazione alla legge Merli.
L’industriale è stato arrestato nell’interno dello stabilimento sabato
pomeriggio dai carabinieri di Omegna e dal nucleo operativo di Verbania.
Stupore fra i conoscenti e rammarico fra le maestranze che ieri mattina,
quando si sono presentati al lavoro sono state riunite nel piazzale
antistante la palazzina degli uffici dove il ragionier R. capo del
personale, li ha informati su quanto successo sabato e che avrebbero
dovuto considerare di ferie la settimana in corso, dato che gli impianti
produttivi erano stati messi sotto sequestro per accertamenti in ordine ad
una loro possibile nocività. L’atteggiamento dei dipendenti è di
solidarietà per il titolare dell’azienda in quanto dicono: “Cesara conta
ottocento abitanti, impiegarne sessanta nella conceria significa
contribuire in modo determinante al benessere del paese.” All’imputazione
dell’industriale il pretore dr. Dario Culot, coadiuvato dai carabinieri
della stazione di Alzo, del servizio navale e della squadra di polizia
giudiziaria dei carabinieri di Omegna, è arrivato dopo mesi di pazienti ed
elaborate indagini in cui ha collaborato un equipe universitaria
coordinata dal Prof.Giuseppe Ambrosini di Varese. Per gli accertamenti il
docente si è giovato di telecamere a colori e di fotografie a raggi
infrarossi per determinare le variazioni termiche in terra e in acqua.
Le indagini si estenderanno anche per appurare se le lavorazioni della
conceria possono aver danneggiato in qualche modo la salute dei dipendenti
che saranno sottoposti a visite mediche specialistiche. Frattanto sul lago
d’Orta fervono i lavori di risanamento delle acque attraverso due
depuratori: uno, che servirà la sponda occidentale; l’altro che sta per
sorgere alle brughiere di Omegna. Invece ci sono vivaci proteste perché
alla foce del torrente Qualba, sotto Cesara, si presentano schiume
maleodoranti. Le autorità ne hanno spesso prelevato dei campioni per
provvedere ad analisi i cui risultati non hanno mai portato ad individuare
la vera natura. Si parlò di una specie di alga che staccandosi
periodicamente dal fondo si assestava in superficie determinando il
fenomeno. I pescatori della zona non sono mai stati convinti.
I risultati dell’indagine daranno una volta per tutte una risposta
all'interrogativo. “Noi non puntiamo il dito contro nessuno –avevano detto
i pescatori- perché non è una sola azienda a giovarsi della Qualba come
canale di scarico di residui di lavorazione”. Gli inquirenti hanno
individuato due scarichi attivi ben occultati che non erano mai stati
individuati prima.”
Inquinamento delle acque
L’uso del torrente Qualba come scarico industriale che contribuisce
all’agonia del lago d’Orta, non è che un pallido esempio della situazione
ecologica mondiale. Un operato della manipolazione dell’uomo in rapporto
alla natura che ha sempre come risultato finale l’alterazione del
metabolismo e della struttura, di un ecosistema e progressivamente, ma
inevitabilmente della biosfera.
Infatti i fini di studio e di ricerca del benessere dell’uomo sono andati
più in la del previsto alterando le catene atrofiche e trattando gli spazi
come essi fossero nostre inesauribili riserve oppure cisterne in
ininquinabili.
Dopo secoli di aggressioni e di saccheggi all’ambiente naturale, con il
pieno sviluppo della civiltà consumistica che ha centuplicato lo
squilibrio metabolico della terra, i primi allarmanti segni di pericolo si
sono palesemente mostrati non solo agli scienziati, ma anche ai più densi
strati dell’opinione pubblica. Le foreste infatti scompaiono, gli animali
scompaiono e l’uomo ogni giorno è esposto a tossici che insidiano non solo
la sua esistenza, ma anche i suoi organi riproduttivi. La terra, le acque
si avvelenano; i cicli biologici scompaiono.
La popolazione aumenta in modo impressionante. Sei miliardi di individui
popolano oggi il mondo. Tra sessant’anni il nostro pianeta sarà calpestato
da 15 o 20.000.000.000 di persone. Continuando con questo ritmo
riproduttivo, fra 600 anni ogni uomo disporrà di un metro quadrato di
terra. L’uomo ha distrutto la fauna di interi continenti, 338 specie di
uccelli e 288 di mammiferi sono in imminente procinto di estinzione.
L’uomo uccide per il gusto del trofeo e del tiro agli uccelli rapaci dando
piena libertà di proliferazioni a topi e ratti. L’uomo, forte di una tassa
che paga allo stato, si tramuta in cacciatore e imbracciato il fucile
distrugge una natura che è proprietà di tutti gli uomini indipendentemente
dalla nazione a cui appartengono. Distruggendo accanitamente gli uccelli,
favoriamo lo sviluppo di insetti nocivi alla coltura, alle foreste, agli
animali domestici, alla salute della collettività. Rondini e rondoni si
estinguono a causa degli insetticida che hanno distrutto i loro nutrimenti
e delle ridotte possibilità di nidificazione. Il gusto della caccia
grossa, ha ridotto in India il numero delle fiere.
500 tigri, 400 rinoceronti, 177 leoni asiatici è tutto quanto in India è
rimasto. L’ibis del Giappone si è ridotto a solo 12 esemplari. Del bisonte
europeo si è salvato solo un branco e severe leggi hanno impedito la
distruzione del bisonte americano. Le balene stanno riducendosi a valori
inferiori del limite di sopravvivenza, le foche vengono spietatamente
massacrate. Ora i giapponesi hanno fatto formale richiesta all’Australia
di poter massacrare 100.000 pinguini all’anno. Le acque sono inquinate:
oceani, mari, laghi e fiumi sono biologicamente alterati. Interi
mari si stanno sterilizzando, fiumi e laghi sono morti. Altri sono in
irreversibile agonia. L’uomo li ha uccisi. L’atmosfera è inquinata.
Inquinamenti industriali
L’uomo l’ha
portata ad un limite di pericolosa rottura. Nel 1952, nella sola Londra vi
furono in pochi giorni, ben 4000 morti per lo smog. Nel 1948 il 42% della
popolazione di Donora negli Stati Uniti, venne intossicata. Tutto si
corrode: palazzi, statue, opere d’arte, epidermidi e polmoni umani. Il
D.D.T. (di cloro- difenil- trocloroetano) trasportato dalle correnti aeree
ha spaziato e spazia per l’atmosfera. Ognuno di noi lo ha in corpo, nei
tessuti adiposi. Le nostre donne, lo hanno inglobato nel loro latte, lo
stesso che i nostri figli succhiano. Il D.D.T. venne trovato nel grasso
degli orsi polari e ai Poli vennero rinvenuti animali radioattivi.