Il prof. Dankwort (Photografieren mit
infraroten Strahlen-pubblicazioni scientifiche del laboratorio di
criminalistica della direzione della polizia di Vienna –1931) riuscì a
rendere visibili i caratteri grafici di cocci greci e romani e un papiro
divenuto col tempo illeggibile. Nel campo della criminalistica, ognuno di
noi usa tecniche proprie, imparate con lunghi anni di esperienza ed
elaborando dal nozionismo imparato nei corsi di fotografia scientifica.
Ma oltre all’uso per il risolvimento dei vari casi dei falsi grafici, di
lettura di documenti abrasi, lavati, di identificazione di quadri giacenti
sotto altri strati di colore, e di affreschi con sovrapposti altri
dipinti, la fotografia all’infrarosso trova applicazioni note solo agli
addetti ai lavori. Il Wagner, nel suo libro cita un caso importante, e che
trova riscontro in situazioni di tutti i giorni che si possono presentare
nel campo di investigazione giudiziaria.
“Alcuni anni fa –scrive- in un paese estero si è svolto un processo per
lesioni personali che sembrava perduto per il querelante. Questo era stato
colpito da un poliziotto con un manganello di gomma sulla schiena e sul
braccio riportando in questi punti dei gravi ematomi. Il primo sintomo di
un ematoma è un rigonfiamento rossiccio della pelle che in seguito diventa
verdognolo ed infine giallognolo: in seguito la colorazione scompare. Dopo
un certo periodo di tempo un ematoma non può più essere riconosciuto né
provato con una normale osservazione. Il poliziotto ripetè sotto
giuramento la sua deposizione di non aver colpito il querelante. Poiché il
fatto risaliva a parecchio tempo prima, egli pensava che gli ematomi non
potessero più essere riconosciuti. Il medico specialista che visitò le
parti in questione non trovò più in realtà, nessun segno. Ma poiché il
querelante aveva parlato sotto giuramento il processo non potè essere
concluso. Per scoprire la verità il procuratore di stato chiamò allora un
fisico-criminologo che eseguì delle fotografie all’infrarosso sulle parti
in questione. Queste fotografie mostravano ancora chiaramente le tracce
delle percosse nonostante il tempo che frattanto era passato. La corte
condannò il poliziotto per lesioni e per aver giurato il falso”.
(Hans Devigli –Magie der Strahlen –P. List Verlag, Monaco 1957). Il dr.
H.Tetzer Die Photographie in der Kriminalistik – Verlag Walter de Gruyter
& Co, Berlin) sostiene che in caso d' incendi dolosi è possibile stabilire
se un cadavere trovato sul posto è morto veramente per avvelenamento di
ossido di carbonio (Co).
L’analisi si procede nel seguente modo: si mettono su un porta oggetti una
goccia di sangue proveniente da un soggetto avvelenato mediante Co e una
goccia di sangue di un soggetto sano. Sul positivo della microfotografia
il sangue avvelenato apparirà bianco, mentre quello sano, scuro.
Servendosi della fotografia infrarossa si possono rilevare su abiti o su
stoffe, macchie di sangue invisibili alla luce normale. Capelli, impronte
digitali su sfondi scuri, su carta nera, vengono ogni giorno rilevati con
l’ausilio della fotografia all’infrarosso. Nella ricognizione fotografica
all’infrarosso oltre alla pellicola in bianco e nero si può usare la Kodak
Ektachrome Infrared.
Questa pellicola a colori è disponibile in caricatori 135 da 20 pose e
presenta una sensibilità all’infrarosso tra i 700 e i 900 nm.
Questo tipo di pellicola chiamato anche a “colori falsati” è usata con
successo in molti campi tecnici e scientifici, come in silvicoltura, in
patologia vegetale, nei rilevamenti ecologici (fotografia con
l’infrarosso, pag. 196, Gunther Wagner) in biologia e medicina.
Ovviamente a seconda del tipo di indagine che s'intende effettuare si
potranno usare dei filtri compensatori di colore. Altre importanti
applicazioni della fotografia all’infrarosso sono le riprese astronomiche
e le riprese aeree.
I civili autorizzati ad effettuare ricognizioni aeree, prima di
utilizzarle in qualsiasi modo devono sottoporle ad una preventiva censura
militare in quanto le riprese aeree appartengono alle tattiche militari ed
offrono vaste possibilità. Si possono eseguire fotografie col tempo
torbido, riconoscere opere di mimetizzazione con qualsiasi tempo;
riconoscere dall’alto, con qualunque tempo, movimenti di truppa e di
mezzi, smascherando le verniciature mimetiche, in quanto loro non
riflettono radiazioni infrarosse; riconoscere città sepolte dalla
vegetazione.
Il Wagner scrive che in data più recente, le riprese all’infrarosso sono
state eseguite da quote altissime servendosi di satelliti artificiali.
Tuttavia i satelliti non riescono sempre a localizzare i particolari più
piccoli. Recentemente ha avuto successo il sistema americano “Reconofox”.
Questo sistema si basa sull’impiego della fotografia all’infrarosso e
sfrutta il fatto che, tutte le sostanze la cui temperatura è superiore
allo zero emettono energia infrarossa. Ogni oggetto sulla superficie
terrestre che abbia importanza militare ha un suo aspetto topico.
(Stabilito dagli esperti di fotografia di ricognizione). Anche in questo
caso l’effetto Wood è della massima importanza.
Nei voli di ricognizione sopra Cuba con gli RB-47 gli americani poterono
senza fatica con l’aiuto della fotografia infrarossa, identificare
postazioni ricoperte con reti mimetiche e rami d’albero. Allo stesso modo
furono riconosciuti edifici dipinti con vernici mimetiche. Questo sistema
non è stato solo usato nel caso di Cuba. Nei satelliti di vigilanza “Mida”
che girano attorno alla terra, sono installati dei sensori all’infrarosso
che sono sensibili ai gas caldi emessi da un missile in volo.
Satellite Nimbus per rilevamenti ambientali
Nel campo dell’inquinamento, la fotografia all’infrarosso sia essa
effettuata con obiettivi normali, o tele, o grandangolari o in macro o al
microscopio, permette una visualizzazione immediata del fenomeno.
Ovviamente anche tra le persone che pretendono di occuparsi
d’inquinamento, la conoscenza della ricognizione all’infrarosso appare
scarsa. Nella loro ignoranza, e ciò è ancora più grave quando si tratta di
addetti ai lavori, pretendono che le fotografie all’infrarosso leggano
anche il tipo di inquinamento.
Per esempio nel caso di una conceria, si attardano a discutere se la foto
documenta sostanze come può essere il cromo, oppure il cloro o altro. Sono
proprio errori di questo genere, che hanno ristretto la ricognizione
fotografica all’infrarosso e la lettura delle foto, ad una cerchia di
addetti ai lavori, che solo in virtù della loro sperimentazione, hanno
raggiunto gradi di assoluta professionalità.