L’inizio per il riconoscimento legale del pranoterapeuta-bioplasmologo è
da intravedersi nelle parole del Dr. Dario Culot, Pretore di Domodossola,
che il 9.10.1980, assolvendo Alfonsina Cottini dall’accusa d’abuso di
professione medica, scrisse a pag.8 della sentenza: “La cosa, dopo la
perizia del Prof. Ambrosini, è anche spiegabile, senza per questo parlarsi
di semplice autosuggestione.
L’Elettrovisore Ambrosini ha evidenziato visivamente al momento, e in
fotografia successivamente sviluppata, che dalla Cottini promanano
emissioni bioplasmatiche di qualità assolutamente superiori alla norma.
E’ quindi possibile che soggetti, affetti da
disfunzioni psicosomatiche, possono trovare beneficio da queste emissioni,
oggettivamente esistenti e non frutto di semplice autosuggestione.
Solo al fine di chiarire meglio i concetti appena espressi, si può
precisare che il bioplasma è un ‘emissione registrabile con apparecchi
scientifici e si deve sottolineare che nessuno dei consulenti di parte
presenti al momento in cui venne usato l’Elettrovisore (fra gli altri
c’erano dei medici e un prof. In elettronica) ha contestato la metodica
del Prof.Ambrosini.
L’esperimento effettuato, del resto, può ritenersi scientifico
sicuramente, sia per la possibilità di ripetere l’esperimento stesso in
ogni sede e con le stesse metodiche sia per la casistica oramai
esistente”.
Pochi mesi dopo, il 4 aprile 1981, un altro Magistrato, il Dr. Adet Toni
Novik, Pretore di Busto Arsizio, assolveva Ovidio Tadiello dall’accusa di
esercizio abusivo della professione medica e di esercizio del mestiere di
ciarlatano, scrivendo, tra l’altro, nella motivazione della sua sentenza:
“Come si è detto nella parte narrativa l’imputato ha prodotto in
dibattimento un elaborato, redatto dal Prof.Ambrosini, inventore dell’Elettrovisore
omonimo, ideato per la misurazione del bioplasma.
Questa apparecchiatura, già utilizzata in sede giudiziaria, consente la
visione diretta, con possibilità di documentazione fotografica, dei
fenomeni che si sviluppano sulle masse viventi e su corpi inanimati.
Relativamente alle emissioni delle mani, le analisi vengono poi effettuate
mediante una metodica (Elettrodattiloscopiabiologica) – EDSB-, elaborata
sulla base degli esperimenti compiuti, che consiste nel dividere l’esame
EDSB, in 10 punti fondamentali (Corona, colore, morfologia, compatibilità,
livello cellulare, perimetro, variazioni biometro, impressioni
biopsichiche, summa), attribuendo poi a ciascuno dei punti un valore
decrescente numericamente espresso da 10 a 7.