Scendendo dagli arti, il dispositivo dell’Elettrovisore,
diventava sempre più luminoso, fino raggiungere il culmine all’altezza dei
polpastrelli delle dita. Nei nostri laboratori stanno mettendo a punto
Elettrovisori Ambrosini a grandezza umana. Potremmo così fornire al medico
strumenti in grado di poter studiare la geografia bioplasmatica in tutte
le sue variazioni di intensità e di colore. Ma vorremmo andare più in la.
Cercare di capire cosa esiste oltre quell’ammasso di cellule e acqua che
forma una morfologia vivente.
Forse non scopriremo niente di nuovo. Forse non faremo che convalidare
quanto sostengono le religioni orientali”. “Il concetto della vita stessa
–è sempre Ambrosini che parla- potrebbe modificarsi. Nascono grossi
interrogativi: E’ intelligente il bioplasma? L’eredità viene impressa solo
dal DNA e dall’ARN, o l’intervento del bioplasma porta ad un nascituro il
patrimonio ereditario di intere culture passate? E’ possibile che durante
il concepimento, quella massa bioplasmatica, che la copulazione fra un
uomo e una donna fa scaturire, funga da catalizzatore, per energie
stagnanti nel cosmo e, che unendosi agli acidi nucleici che formano la
morfologia di un embrione vi aggiungano energie ed intelligenze che sono
il patrimonio dell’intera umanità?”.
“Sulla scorta di queste teorie –dice ancora Ambrosini- forse sarà
possibile capire perché da una copia di poveri contadini, analfabeta,
figli di analfabeta, possa nascere un genio…al di là di pensieri
parapsicologici, a volte espressi e dottrinati da incompetenti che nella
parapsicologia sfruttano solo il lato mercantile, forse il mistero della
vita gravita attorno a noi e non sappiamo coglierlo. Non è forse per
mancanza di comunicazione fra le cellule che nell’uomo subentrano mali
incurabili? Quando si dice che le cellule impazziscono, che creano
un’anarchia di crescita e perché il meraviglioso processo della
comunicazione si è interrotto a livello cellulare. I nostri studi sono
ovviamente in fase sperimentale. L’importante è che si vada al di là
dell’acquisito per vedere con luce nuova, l’origine della vita.
Quel meraviglioso miracolo di cui noi siamo parte integrante. Ma le nostre
non sono solo delle disquisizioni di ricerca pura. Le nostre macchine e i
nostri Elettrovisori –aggiunge l’autore- che ci consentono di studiare le
varie forme dio messaggio, troveranno ben presto importanti applicazioni
in ogni campo: dalla medicina alla dietologia, all’estetica, alla chimica,
alla sociologia, alla biologia, alla psicologia, alla pubblicità. Con la
messa a punto dell’EDSB –Elettrodattiloscopiabiologica- studiando in
scopia attraverso i nostri schermi computerizzati, il valore degli stimoli
e dei messaggi, saremo in grado di conoscere i linguaggi inconsci supporti
della nostra vita. Per quanto concerne il campo medico, ben presto le
nostre apparecchiature diventeranno –come già succede in Russia ed in
America- importanti sia nella diagnostica sia nella prevenzione.
Per concludere con l’affermare che nessun campo è precluso allo studio
delle variazioni bioplasmatiche, anche solo limitatamente a livello delle
dita umane”. Dopo questo preambolo è ovvio che l’esame EDSB può essere
adeguatamente usato per controllare la validità dei pranoterapeuti, o
bioplasmologo, ma io continuerò ad usare il vecchio termine che oltre
tutto si riallaccia alle origini indiane, ed anche per dimostrare che il
bioplasma passa attraverso tessuti, gomma, carta, creta, sia in condizioni
normali sia durante l’applicazione.
Uno sguardo alle bellissime fotografie di cui è corredato il volume ci
danno un’impressione assai suggestiva di quanto con l’Elettrovisore sia
possibile fare. In particolare è interessante notare come le auree di due
persone in sintonia affettiva si attraggono, il che potrebbe essere la
chiave di volta per capire come mai i malati che “credono” hanno di solito
un beneficio maggiore di quelli che “non credono” (forse non sono in
sintonia). Con l’esame EDSB Ambrosini ha esaminato alcuni pranoterapeuti
sott’accusa, dimostrando all’autorità inquirente che non si trattava di
fanfaroni, ma di veri pranoterapeuti dotati di una considerevole quantità
e qualità di bioplasma, il che è stato sufficiente per farli assolvere da
ogni imputazione, e vi par poco?”.
-Luigi Lapi, Nuova Pranoterapia, Ed. Tecniche Terapeutiche, pag.61-62-63-