7- Rivista «Gli Arcani» - Febbraio 1981
Rivista «Gli Arcani» - Febbraio 1981
Oltre alla dotta esposizione del Caso Cottini, effettuata da Bruno Maria
Villa sul «Corriere Medico», Emilio Fattori nella sua rubrica «L'altra
Medicina» pubblicata nella rivista «Gli Arcani», traccia un'acuta analisi
dei fatti. Tralascio la parte storica, per riportare il pensiero di
questi, autore partendo dal capitolo
IL BIOPLASMA.
«Il fatto molto importante per noi è rappresentato dall'impiego di una
sofisticata apparecchiatura ideata e costruita dal prof. Ambrosini,
partendo dai principi della camera Kirlian. I primi studi del prof.
Ambrosini, su questa via sperimentale risalgono al 1973 e sono riportati
in un libro di questo scienziato dal titolo «Sulle tracce della vita».
Questa apparecchiatura permette di evidenziare il bioplasma, cioè quella
bioluminescenza che si manifesta attorno a noi, per esempio, ai
polpastrelli delle dita, oppure attorno alle foglie e che è stata definita
come una forma di energia sconosciuta. Questa apparecchiatura del prof.
Ambrosini ha permesso di accertare che la Cottini emana una quantità
“superiore alla norma”, cioè la donna avrebbe le stesse proprietà che
manifestano i pranoterapisti in generale. Per rendere più chiaro al
lettore in che cosa consiste il Bioplasma, penso che convenga rifarsi alla
definizione datane dai ricercatori russi, che per primi operarono con la
tecnica Kirlian quale e riportata in: «Sulle tracce della vita a pagina
16.
«Tutti gli esseri viventi, piante, animali, ed esseri umani non solo, sono
dotati di un corpo fisico composto di atomi e di molecole, ma hanno come
controparte un corpo di energie: il corpo di plasma biologico».
«La scienza moderna, con le sue apparecchiature, così altamente
specializzate, e lui ha quindi messo in luce l’esistenza di un corpo
energetico biorganizzatore, cioè di una struttura di energia ancora
sconosciuta nella sua essenza ma rilevata dalla tecnica Kirlian, che
rappresenterebbe la trama reale sulla quale si forma e si sviluppa il
corpo materiale. In altre parole, sarebbe la dimostrazione che il corpo
astrale degli antichi ricercatori e dagli iniziati di tutti i tempi ,
davvero esiste ed opera ad un livello energetico che noi appena ora
incominciamo scientificamente a dimostrare.
E ne sarebbe dimostrata l’esistenza secondo le esigenze della scienza
moderna. Questo è un fatto di profondo compiacimento per noi.
RAPPORTO TRA QUALITA' DI BIOPLASMA ED EFFETTO PRANO¬TERAPEUTICO.
« Si è propensi oggi a ritenere, anche se questa correlazione secondo me,
non è ancora stata nettamente dimostrata, che quella parte del plasma
biologico che promana dalle mani, attraverso il solito e dagli occhi,
sarebbe l’agente responsabile dell’effetto pranoterapeutico.
Naturalmente, come ogni altra qualità umana, anche questa emanazione, che
e presente in tutti i corpi viventi, varia individualmente per quantità ed
intensità.
Certi soggetti che ne emanano una quantità superiore alla media, sarebbero
i pranoterapisti.
Con questo gli ideatori, i perfezionatori e gli innovatori geniali come il
professor Ambrosini non hanno affatto esaurito l’argomento, ma hanno
aperto la porta su un campo sconosciuto, del tutto nuovo, che secondo le
parole del brasiliano Rodrigues, porta all’indagine sulle energie presenti
in tutti gli esseri viventi, animali e vegetali, ma ancora sconosciute
nella loro essennza.
Egli, infatti, dice: «L’energia che anima questa bioluminescenza (rivelata
dalle apparecchiature che sfruttano la tecnica Kirlian) è una forma di
energia sconosciuta, non ancora classificata debitamente. Non importa
però; essa ha già cambiato le prospettive del futuro».
Ciò che il lettore deve sempre avere in mente, affrontando questo
problema, è che il bioplasma non è una semplice congettura teorica! La
sua prensenza è stabilmente dimostrata dalle fotografie e dai visori della
camera Kirlian.
Ci muoviamo cioè su un terreno prettamente sperimentale e quindi
scientificamente valido.
Il professor Ambrosini ha sottoposto l'Alfonsina Cottini a questi
controlli e come abbiamo visto ha riscontrato un’emanazione bioplasmatica
superiore alla media sino ad ora ritenuta normale. A questo punto mi
vengono in mente alcune considerazioni che sono la conseguenza dell’esame
della «Leggenda di Craveggia». Stabilito che la donna non è in coma e che
si nutre e bevve normalmente, bisognerebbe ora indagare più a fondo in che
cosa consiste lo stato soporoso nel quale essa sembra permanentemente
immersa.
Quale ne sia la causa e le motivazioni profonde.
Non basta dire dorme! Ma perchè dorme!. E’ un fatto che se esiste una
conndizione di sonno permanente, deve pure esserci alle spalle un motivo
per cui tale condizione di sopore è insorta se tuttora si mantiene
inalterata. Non dimentichiamo di valutare nel suo giusto significato lo
spirito di passione religiosa di cui è intessuto tutta la vicenda.
Non soltanto per quello che si riferisce strettamente alla Cottini, ma
anche in riferimento alle condizioni mentali della maggior parte di coloro
che, da molti paesi esteri, giungono a Craveggia.
In generale pare si tratti dei fedeli del Regno di «Maria Corredentrice».
Per questo non possiamo escludere, neppure una minima parte, che su tutta
la scena di questa vicenda aleggi un potente effetto di suggestione
collettiva, non provocato dalla Cottini con la sua stessa presenza, ma
causato e alimentato invece proprio dalla fede che sostiene gli adepti di
questa particolare setta.
Questa passione fedeistica, che mantiene abbondante il flusso dei malati a
Craveggia, e anche la ragione che, senza controlli opportuni, cioè senza
stabilire in modo inoppugnabile quali e quanti siano in verità le
guarigioni operate dalla Cottini, non permette di stabilire il valore
dell’effetto terapeutico provocato dalla stessa. Questo principio
d’altronde è necessario per poter valutare la capacità di qualsiasi altro
guaritore pranoterapista. Un’altra considerazione che ha grande importanza
dovuta allo stesso prof. Meciani, quale è riportato sul «Corriere Medico»
già sopra citato, è basata sul fatto che se realmente si potrà dimostrare,
senza possibilità di dubbio, che l’intensità e la quantità del bioplasma
emanato è direttamente proporzionale all’effetto te¬rapeutico ottenuto. LA
PRANOTERAPIA NON AVREBBE PIU' NULLA A CHE FARE CON LA PARAPSICOLOGIA.
Infatti, si tratterebbe di una terapia dovuta ad un’energia dimostrabile e
valutabile nella sua intensità e quantità.
Rientrerebbe perciò nelle terapie ad effetti fisici e biofisici.
L’applicazione di questa energia vitale, detta dal prof. Ambrosini
bioplasma, non rientrerebbe quindi nel campo della PARAPSICOLOGIA, più di
quanto non vi rientrino l’energia elettrica, la forza magnetica e la forza
di gravità.
«Purtroppo», scrive il prof. Meciani, «la gran disinformazione esistente
in questo settore, ha spesso determinato un’assimilazione dell’operatività
pranoterapica con risultato di accentuare la confusione e di portare chi
denigra i fenomeni psicologici a disconoscere anche le possibilità
pranoterapiche».
In altre parole il fatto di aver sottoposto ad un Collegio d’Esperti il
caso della Cottini, indipendentemente dalle risultanze del caso stesso, ha
messo in luce, per merito dell’oculato giudizio del Pretore Dario Culot di
Domodossola, il principio che l'attività prenoterapeutica è
scientificamente indagabile. In base a ciò, dal punto di vista legale se
ne deduce che l’esistenza dell’energia vitale, cioè del bioplasma,
promanante dagli esseri umani e scientificamente dimostrabile, anche se la
sua natura e classificazione rimangono tutt'ora sconosciute. Perciò, come
scrive il prof. Meciani, Il SUO STUDIO NON RIENTRA PIU' NEL CAMPO DELLA
PARAPSICOLOGIA, MA APPARTIENE ALLO STUDIO DELLE ALTE ENERGIE BIOLOGICHE
».
* Emilio Fattori - Gli Arcani febbraio
pagine 74 75
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