Ogni perfezione della tecnica umana non è altro che la continuazione della
perfezione dello spirito, pertanto l’uomo, disponendo di mezzi adeguati
alla sue esigenze, esprime quello che sente con tutta l’esuberanza o la
malinconia che proviene dalla sua personalità.
Dal mare, dal profondo mistero dei secoli si originò la vita che si
espanse sulle terre, in multiformi evoluzioni.
Evoluzioni che nella vita dell’uomo, dalla nascita alla vecchia, alla
morte sono il ripetersi dell’evoluzione dell’intera umanità.
L’uomo, in tutte le sue fasi di trasformazione e d'evoluzione psichica e
fisica, sempre ed in ogni epoca, avrà sottolineato con le sue azioni, con
la forza o con la debolezza della sua personalità la sua presenza terrena.
Le pitture rupestre, le parole incise sulle tegole cotte al sole, i segni
graffiati sulle tavolette cerate, i fantasiosi scritti unciali, l’elegante
grafia stilata con le moderne penne stilografiche, prima di essere
concretate da una reazione psichica che sfocia in una reazione fisica,
subirono il suggello della personalità dello scrivente.
Interpretare la personalità di un soggetto, con scritti vergati con lo
stilo o il calamus è impresa ardua e a volte4 impossibile, ma con
l’evoluzione della materia scrittoria, oggi, la moderna psicologia grafica
ci permette di tracciare da una grafia, un quadro esatto del sistema
caratterologico dello scrivente.
Ciò è reso possibile grazie alla personalità che l’uomo imprime ai suoi
figli all’atto del concepimento.
Un unico spermi entra in un unico uovo e un nuovo individuo si avvia sul
cammino della vita. (1)
La venuta al mondo del frutto della coniugazione dei ventiquattro
cromosomi materni e dei ventiquattro paterni, produce la creazione di un
nuovo individuo, dotato di una propria personalità interiore indelebile e
immutabile.
Infatti, solo lui, quest'inimitabile individuo, poteva nascere da due
genitori specifici, da due soli, fra gli infiniti miliardi d'individui che
hanno popolato e popolano il mondo.
Ammesso che la nascita sia stata in anticipo predisposta da qualcosa d'
Infinito è stata pur sempre una coincidenza abbastanza singolare
l’incontro dei genitori che s'incontrarono, tra milioni d'altre persone
che ogni istante s'incrociano sotto la volta terrestre.
Per produrre un determinato individuo deve avvenire l’incontro tra due
gameti ben definiti, pertanto al momento per la nascita dello stesso un
unico gamete maschile su 16.777.216 combinzioni, dovette incontrarsi con
un gamete femminile specifico.
Secondo Amram Sheinfeld, un simile incontro può avvenire una volta su
300.000.000.000.000. di volte.
Ora è ovvio che rapportando l’unicità del soggetto e della propria
personalità, alle sue manifestazioni esteriori (grafia compresa), si può
dedurre che anch'esse sono uniche e differenti dalle omologie d'ogni altro
individuo umano.
Aggiungo che studi approfonditi da me condotto anche su animali, mi hanno
portato all’individuazione di una loro ben definita ed immutabile
personalità.
Crescendo, le particolarità latenti connesse alla personalità del
soggetto, subisce le varie manifestazioni esterne alterando o diminuendo
questa o quest’altra attitudine.
Arrivando all’età in cui la sua espressione psicologica si traduce in
maniera grafica, riscontriamo un primo tentativo di scrittura costituito
da lettere quasi disegnate e tracciate lentamente che rivelano, sia nelle
forme che nel movimento, lo sforzo e la difficoltà di esecuzione.
Prima ancora di un’espressione alfabetica, il bambino, alla pari dell’uomo
primitivo, esprime il suo pensiero in modo ideografico, tracciando segni
che rappresentano il suo modo di sentire e esprimere il mondo che lo
circonda.
Se il bambino segue a fondo il suo impulso naturale, spesso arricchisce le
sue lettere con tratti ornamentali, tracciando arabesche e fioriture,
adoperando anche i colori.
Dapprima egli scrive goffamente e faticosamente, a forme arrotondate; col
tempo, quando la conoscenza delle lettere, il processo di scrittura è
diventato più automatico e la velocità e la fluidità sono aumentate, egli
incomincia ad introdurre nello scritto i propri gusti e le proprie
inclinazioni. (1)
Ma ancora prima quando inizia a vergare le prime aste, quando queste
dovrebbero essere una fedele copia del modello, diventano invece
interpretazione d il bambino, in quei segni più o meno difformi, già
imprime tutta la sua personalità.
Infatti se analizziamo le aste vergate da un'intera scolaresca, anche
numerosissima, non troveremo due atre uguali o simili.
Anche nelle più scrupolose riproduzioni calligrafiche, dove la lettera è
considerata alla pari di un disegno, sarà sempre possibile scorgere
notevoli differenze fra soggetto e soggetto.
G. Crepieux – Jamin nel suo studio “Le basi della grafologia” (Trad.
Muggia Ed. Bocca 1929) riporta un curioso esame riguardante la sola cifra
1.
Anzitutto osserva che la 1 si può scrivere in tre modi diversi, oltre alla
1 romana; ma ogn’uno di questi tre modi può assumere infinite forme.
Fermandosi al primo modo, uno scritto con una semplice asta, l’autore
ritiene di poter annoverare trentasei varietà a seconda della diversa
pendenza o dell’asta in parte raddrizzata.
Inoltre ognuna di esse può variare in altri venti modi a seconda
dell’altezza.
Ancora tutte queste in altri dieci modi a seconda dello spessore e in
ventotto tipi in base all’inspessimento dell’asta che può essere
appuntita, e poi otto varietà qual ora di ciascuna di queste specie
antecedenti, presenti l’asta più o meno storta a destra o a sinistra e
così di seguito diciannove diverse tremanti, discontinue, esitanti; nove
in rilevo o impresse; trentuno con uncino finale in dentro o in fuori, ad
angolo o con curva; dodici legate con l’eventuale lettera o cifra, con
angolo più o meno aperto o con curva; quattro distinte secondo l’altezza
maggiore o minore di quelle coi tracciati vicini.
Queste centodiciassette varietà, come si è visto non vanno sommate tra di
loro, ma essendo indipendenti vanno moltiplicate, ottenendo la fantastica
cifra di otto miliardi e mezzo di modi di scrivere una semplice
asticciola, che diventano quattrocentodieci miliardi se si considera
l’uno, insieme al suo tracciato seguente.
Simili considerazioni possono farsi per le altre due forme, per le quali
Crepieux – Jamin dimostra di poter giungere alla cifra astronomica di
oltre ottocentocinquantasette settilioni e mezzo di varietà.
Oscar della Torre, dal canto suo, basandosi sulle esposizioni del Crepieux
– Jamin scrive: “E senza tediarvi con una lunga esposizione matematica
dimostrativa, basti dirvi che basandosi sulla cifra degli elementi su
accennati, la probabilità di ritrovare una grafia che rappresenti le
stesse caratteristiche è di: 470.184.984.576.”
A pari passo dell’evoluzione psicofisica del soggetto, la grafia,
dall’infanzia alla vecchiaia subisce un'evoluzione ininterrotta.
Man mano che i movimenti grafici diventano più rapidi, sono meno
sorvegliati, di conseguenza le forme diventano più libere e si stabilisce
nel soggetto una maniera grafica in accordo con la sua posturalità.
Indipendentemente da ogni questione di metodo e di sistema d'educazione,
il processo d'evoluzione della grafia è strettamente legato
all’organizzazione mentale e allo sviluppo intellettuale del soggetto.
Anche se con proibizioni si tenta di fermare questo sviluppo, è
impossibile riuscire nell’intento.
Un esempio che fa testo, è dato dai pensionati del S. Cuore in Francia.
In codesto istituto, era imposto alle educande un metodo di scrittura
singolare, regolare, angolosa, molto legata, senza tagli alla “t”, che
sembrava fatta apposta per soffocare ogni spirito d'iniziativa e impedire
ogni evasione.
Malgrado tutto, la disciplina tirannica del S. Cuore, ebbe una grande
sconfitta, perché questa scrittura pur seguitando ad avere l’impronta
della anomala tirannia grafica, fece nascere una serie di scritture
originali e inconfondibili tra loro.
Le tare ereditarie come pure i disturbi fisiologici gravi, hanno una
ripercussione manifesta sulla costituzione e sull’aspetto della scrittura.
In linea massima, la grafia riflette più l’età intellettuale che l’età
fisica, ma l’influenza fisiologica non è sempre del tutto estranea
all’aspetto della scrittura.
Durante l’adolescenza, seconda tappa della vita, quando la grafia reca già
l’impronta di un profondo marchio individuale, la sua evoluzione non si
arresta, ma si adegua alle condizioni dell’individuo.
Molte cause possono ancora modificare il suo aspetto e la sua fisionomia.
La cultura intellettuale, la professione, la condizione sociale, ha una
ripercussione profonda sulla scrittura.
Per la maggior parte degli individui, muniti soltanto da un bagaglio di
nozioni elementare, la grafia non varierà nel corso della vita, da com’era
nel periodo scolastico, salvo evidentemente le conseguenze che possono
essere causate da traumi e da disturbi fisiologici che si riflettono
sull’azione motoria.
Il maggiore o minore sviluppo intellettuale, produce un aumento più o meno
incisivo della reazione psico-motoria che si riflette in modo evidente
nelle forme nel movimento.
La diversa maniera di seguire l’aspetto della forma, del movimento, dello
spazio, rileva le doti personali, le capacità speciali e la cerchia
d'interesse dello scrivente.
Infatti, esaminando due soggetti dello stesso livello intellettuale, si
noteranno delle differenze circa l’aspetto della grafia e secondo la loro
professione.
Se l’individuo esercita una professione che richiede uno sforzo fisico
abbastanza rilevante e se egli ha avuto rare occasioni di scrivere, il suo
tracciato avrà un tracciato pesante e rifletterà lo sforzo che il soggetto
compie nel maneggiare la penna e ne conseguirà una scrittura stentata come
nei primi apprendimenti scolastici.
Al contrario se lo stesso esercita una professione sedentaria che richiede
un continuo uso della penna, scrivendo sia pure in maniera passiva, senza
cioè il concorso attivo dell’intelligenza, si osserverà nella sua grafia
una personalizzazione morfologica, una scorrevolezza e una spontaneità
maggiore che nel primo caso, rispetto alla base grafica elementare. (2)
Non bisogna però dimenticare che l’evoluzione intellettuale dipende
talvolta dalle circostanze.
Supponendo il caso di un individuo che, pur avendo solo limitate basi
culturali, possegga delle qualità latenti che aspettano l’occasione
propizia per manifestarsi, osserveremo che la sua evoluzione mentale si
rileverà nella sua scrittura, con dei segni caratteristici ben definiti,
non appena il soggetto si troverà ad occupare una posizione che lo metterà
in condizione di dover scrivere più spesso e di acquistare certe
cognizioni generali o tecniche che gli mancavano e di sviluppare un vero
lavoro intellettuale.
Negli individui che hanno una cultura più completa e che svolgono lavori
intellettuali, la scrittura potrà subire un'evoluzione che si produrrà
oltre il periodo scolastico ed universitario e avrà come manifestazioni:
abbreviazioni e semplificazioni di una certa ingegnosità uniti a chiarezza
nella disposizione e una certa originalità grafica.
(1 Marianna Leibn – Grafologia carattereologica – Ed. Bocca
(2 Oscar della Torre – opera citata