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LA SCRITTURA


7 - GRAFIA INDIVIDUALE

Ogni perfezione della tecnica umana non è altro che la continuazione della perfezione dello spirito, pertanto l’uomo, disponendo di mezzi adeguati alla sue esigenze, esprime quello che sente con tutta l’esuberanza o la malinconia che proviene dalla sua personalità.

Dal mare, dal profondo mistero dei secoli si originò la vita che si espanse sulle terre, in multiformi evoluzioni.

Evoluzioni che nella vita dell’uomo, dalla nascita alla vecchia, alla morte sono il ripetersi dell’evoluzione dell’intera umanità.

L’uomo, in tutte le sue fasi di trasformazione e d'evoluzione psichica e fisica, sempre ed in ogni epoca, avrà sottolineato con le sue azioni, con la forza o con la debolezza della sua personalità la sua presenza terrena.

Le pitture rupestre, le parole incise sulle tegole cotte al sole, i segni graffiati sulle tavolette cerate, i fantasiosi scritti unciali, l’elegante grafia stilata con le moderne penne stilografiche, prima di essere concretate da una reazione psichica che sfocia in una reazione fisica, subirono il suggello della personalità dello scrivente.

Interpretare la personalità di un soggetto, con scritti vergati con lo stilo o il calamus è impresa ardua e a volte4 impossibile, ma con l’evoluzione della materia scrittoria, oggi, la moderna psicologia grafica ci permette di tracciare da una grafia, un quadro esatto del sistema caratterologico dello scrivente.

Ciò è reso possibile grazie alla personalità che l’uomo imprime ai suoi figli all’atto del concepimento.

Un unico spermi entra in un unico uovo e un nuovo individuo si avvia sul cammino della vita. (1)

La venuta al mondo del frutto della coniugazione dei ventiquattro cromosomi materni e dei ventiquattro paterni, produce la creazione di un nuovo individuo, dotato di una propria personalità interiore indelebile e immutabile.

Infatti, solo lui, quest'inimitabile individuo, poteva nascere da due genitori specifici, da due soli, fra gli infiniti miliardi d'individui che hanno popolato e popolano il mondo.

Ammesso che la nascita sia stata in anticipo predisposta da qualcosa d' Infinito è stata pur sempre una coincidenza abbastanza singolare l’incontro dei genitori che s'incontrarono, tra milioni d'altre persone che ogni istante s'incrociano sotto la volta terrestre.

Per produrre un determinato individuo deve avvenire l’incontro tra due gameti ben definiti, pertanto al momento per la nascita dello stesso un unico gamete maschile su 16.777.216 combinzioni, dovette incontrarsi con un gamete femminile specifico.

Secondo Amram Sheinfeld, un simile incontro può avvenire una volta su 300.000.000.000.000. di volte.

Ora è ovvio che rapportando l’unicità del soggetto e della propria personalità, alle sue manifestazioni esteriori (grafia compresa), si può dedurre che anch'esse sono uniche e differenti dalle omologie d'ogni altro individuo umano.

Aggiungo che studi approfonditi da me condotto anche su animali, mi hanno portato all’individuazione di una loro ben definita ed immutabile personalità.

Crescendo, le particolarità latenti connesse alla personalità del soggetto, subisce le varie manifestazioni esterne alterando o diminuendo questa o quest’altra attitudine.

Arrivando all’età in cui la sua espressione psicologica si traduce in maniera grafica, riscontriamo un primo tentativo di scrittura costituito da lettere quasi disegnate e tracciate lentamente che rivelano, sia nelle forme che nel movimento, lo sforzo e la difficoltà di esecuzione.



Prima ancora di un’espressione alfabetica, il bambino, alla pari dell’uomo primitivo, esprime il suo pensiero in modo ideografico, tracciando segni che rappresentano il suo modo di sentire e esprimere il mondo che lo circonda.

Se il bambino segue a fondo il suo impulso naturale, spesso arricchisce le sue lettere con tratti ornamentali, tracciando arabesche e fioriture, adoperando anche i colori.

Dapprima egli scrive goffamente e faticosamente, a forme arrotondate; col tempo, quando la conoscenza delle lettere, il processo di scrittura è diventato più automatico e la velocità e la fluidità sono aumentate, egli incomincia ad introdurre nello scritto i propri gusti e le proprie inclinazioni. (1)

Ma ancora prima quando inizia a vergare le prime aste, quando queste dovrebbero essere una fedele copia del modello, diventano invece interpretazione d il bambino, in quei segni più o meno difformi, già imprime tutta la sua personalità.

Infatti se analizziamo le aste vergate da un'intera scolaresca, anche numerosissima, non troveremo due atre uguali o simili.

Anche nelle più scrupolose riproduzioni calligrafiche, dove la lettera è considerata alla pari di un disegno, sarà sempre possibile scorgere notevoli differenze fra soggetto e soggetto.

G. Crepieux – Jamin nel suo studio “Le basi della grafologia” (Trad. Muggia Ed. Bocca 1929) riporta un curioso esame riguardante la sola cifra 1.

Anzitutto osserva che la 1 si può scrivere in tre modi diversi, oltre alla 1 romana; ma ogn’uno di questi tre modi può assumere infinite forme.

Fermandosi al primo modo, uno scritto con una semplice asta, l’autore ritiene di poter annoverare trentasei varietà a seconda della diversa pendenza o dell’asta in parte raddrizzata.

Inoltre ognuna di esse può variare in altri venti modi a seconda dell’altezza.

Ancora tutte queste in altri dieci modi a seconda dello spessore e in ventotto tipi in base all’inspessimento dell’asta che può essere appuntita, e poi otto varietà qual ora di ciascuna di queste specie antecedenti, presenti l’asta più o meno storta a destra o a sinistra e così di seguito diciannove diverse tremanti, discontinue, esitanti; nove in rilevo o impresse; trentuno con uncino finale in dentro o in fuori, ad angolo o con curva; dodici legate con l’eventuale lettera o cifra, con angolo più o meno aperto o con curva; quattro distinte secondo l’altezza maggiore o minore di quelle coi tracciati vicini.

Queste centodiciassette varietà, come si è visto non vanno sommate tra di loro, ma essendo indipendenti vanno moltiplicate, ottenendo la fantastica cifra di otto miliardi e mezzo di modi di scrivere una semplice asticciola, che diventano quattrocentodieci miliardi se si considera l’uno, insieme al suo tracciato seguente.

Simili considerazioni possono farsi per le altre due forme, per le quali Crepieux – Jamin dimostra di poter giungere alla cifra astronomica di oltre ottocentocinquantasette settilioni e mezzo di varietà.
Oscar della Torre, dal canto suo, basandosi sulle esposizioni del Crepieux – Jamin scrive: “E senza tediarvi con una lunga esposizione matematica dimostrativa, basti dirvi che basandosi sulla cifra degli elementi su accennati, la probabilità di ritrovare una grafia che rappresenti le stesse caratteristiche è di: 470.184.984.576.”



A pari passo dell’evoluzione psicofisica del soggetto, la grafia, dall’infanzia alla vecchiaia subisce un'evoluzione ininterrotta.

Man mano che i movimenti grafici diventano più rapidi, sono meno sorvegliati, di conseguenza le forme diventano più libere e si stabilisce nel soggetto una maniera grafica in accordo con la sua posturalità.

Indipendentemente da ogni questione di metodo e di sistema d'educazione, il processo d'evoluzione della grafia è strettamente legato all’organizzazione mentale e allo sviluppo intellettuale del soggetto.

Anche se con proibizioni si tenta di fermare questo sviluppo, è impossibile riuscire nell’intento.

Un esempio che fa testo, è dato dai pensionati del S. Cuore in Francia.

In codesto istituto, era imposto alle educande un metodo di scrittura singolare, regolare, angolosa, molto legata, senza tagli alla “t”, che sembrava fatta apposta per soffocare ogni spirito d'iniziativa e impedire ogni evasione.

Malgrado tutto, la disciplina tirannica del S. Cuore, ebbe una grande sconfitta, perché questa scrittura pur seguitando ad avere l’impronta della anomala tirannia grafica, fece nascere una serie di scritture originali e inconfondibili tra loro.





Le tare ereditarie come pure i disturbi fisiologici gravi, hanno una ripercussione manifesta sulla costituzione e sull’aspetto della scrittura.

In linea massima, la grafia riflette più l’età intellettuale che l’età fisica, ma l’influenza fisiologica non è sempre del tutto estranea all’aspetto della scrittura.

Durante l’adolescenza, seconda tappa della vita, quando la grafia reca già l’impronta di un profondo marchio individuale, la sua evoluzione non si arresta, ma si adegua alle condizioni dell’individuo.

Molte cause possono ancora modificare il suo aspetto e la sua fisionomia.

La cultura intellettuale, la professione, la condizione sociale, ha una ripercussione profonda sulla scrittura.

Per la maggior parte degli individui, muniti soltanto da un bagaglio di nozioni elementare, la grafia non varierà nel corso della vita, da com’era nel periodo scolastico, salvo evidentemente le conseguenze che possono essere causate da traumi e da disturbi fisiologici che si riflettono sull’azione motoria.

Il maggiore o minore sviluppo intellettuale, produce un aumento più o meno incisivo della reazione psico-motoria che si riflette in modo evidente nelle forme nel movimento.

La diversa maniera di seguire l’aspetto della forma, del movimento, dello spazio, rileva le doti personali, le capacità speciali e la cerchia d'interesse dello scrivente.

Infatti, esaminando due soggetti dello stesso livello intellettuale, si noteranno delle differenze circa l’aspetto della grafia e secondo la loro professione.

Se l’individuo esercita una professione che richiede uno sforzo fisico abbastanza rilevante e se egli ha avuto rare occasioni di scrivere, il suo tracciato avrà un tracciato pesante e rifletterà lo sforzo che il soggetto compie nel maneggiare la penna e ne conseguirà una scrittura stentata come nei primi apprendimenti scolastici.

Al contrario se lo stesso esercita una professione sedentaria che richiede un continuo uso della penna, scrivendo sia pure in maniera passiva, senza cioè il concorso attivo dell’intelligenza, si osserverà nella sua grafia una personalizzazione morfologica, una scorrevolezza e una spontaneità maggiore che nel primo caso, rispetto alla base grafica elementare. (2)

Non bisogna però dimenticare che l’evoluzione intellettuale dipende talvolta dalle circostanze.

Supponendo il caso di un individuo che, pur avendo solo limitate basi culturali, possegga delle qualità latenti che aspettano l’occasione propizia per manifestarsi, osserveremo che la sua evoluzione mentale si rileverà nella sua scrittura, con dei segni caratteristici ben definiti, non appena il soggetto si troverà ad occupare una posizione che lo metterà in condizione di dover scrivere più spesso e di acquistare certe cognizioni generali o tecniche che gli mancavano e di sviluppare un vero lavoro intellettuale.

Negli individui che hanno una cultura più completa e che svolgono lavori intellettuali, la scrittura potrà subire un'evoluzione che si produrrà oltre il periodo scolastico ed universitario e avrà come manifestazioni: abbreviazioni e semplificazioni di una certa ingegnosità uniti a chiarezza nella disposizione e una certa originalità grafica.

(1 Marianna Leibn – Grafologia carattereologica – Ed. Bocca
(2 Oscar della Torre – opera citata


 

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