Lo
proverebbero esperimenti extrasensoriali tesi a provocarne l'apparizione.
Il fenomeno Ufo è riproducibile, dunque verificabile. Analisi
computerizzate hanno convalidano foto di Ufo riprese durante un contatto
telepatico con presunti alieni. La prova dell'esistenza degli Ufo e, forse, degli alieni? C'è, c'è
sempre stata, ma non è stata presa in considerazione per timore del
ridicolo.
La prova è ripetibile, dunque galileiana, pertanto scientifica.
Replicabile ma anche fotografabile: perché il fenomeno può essere
provocato.
Le foto? Sono state scattate da un perito di tribunale ed esaminate, al
computer, da un docente dell'Università di Pisa, esperto di informatica,
già consulente scientifico del Centro ufologico nazionale. Il risultato
delle analisi: quanto appare nei fotogrammi non è identificabile.
E gli alieni cosa c'entrano? C'entrano, eccome: l'apparizione di quanto
fissato dall'obiettivo è stata chiesta, sic et simpliciter, alle
intelligenze che governerebbero il fenomeno: una tesi cara al massimo
esperto mondiale di "dischi volanti" , l'astrofisico americano Allen
J.Hynek.
Ma la richiesta a E.T. com'è stata fatta, con un cellulare? Risposta: con
un mezzo potente e meno costoso: la telepatia.
Ma va là. In molti non ci crederanno, ed è giusto sia così. Si dà però il
caso che la manifestazione del fenomeno si sia verificata subito dopo che
un medium particolarmente dotato, prestatosi a fare da biocentralino con i
presunti piloti di astronavi extraterrestri, avesse annunciato che di lì a
poco sarebbero arrivati nel cielo tre globi luminosi di colori diversi.
Così fu e una decina di foto scattate nella direzione indicata dal
sensitivo fissarono le evoluzioni dei misteriosi intrusi.
Ma prima di raccontare i particolari della vicenda e trarne delle
conclusioni, sentiamo cosa dice il professor Corrado Malanga, docente di
chimica organica all'Università di Pisa, che ha analizzato le diapositive
al computer con un programma di elaborazione di immagini digitalizzate:
Si tratta di luci pure, non ci sono trucchi possibili perché dietro non
c'è niente. Sono luci che si muovono con velocità variabile, addirittura
facendo dei "loop", quella specie di manovra a nodo degli aerei. E se
fanno dei nodi è chiaro che dietro non c'è nessuno che le muove, perchè
non è possibile incastrarsi con se stessi. Se la luce è autosospesa,
autosostentata, può fare quello che vuole: andare avanti, tornare indietro
e anche incrociarsi con la sua stessa rotta, aggrovigliarsi.
Esaminando i momenti colorati espressi dalle luci in movimento si ha la
netta sensazione di trovarsi di fronte al fenomeno di natura relativistica
denominato "red shift". Escludo quindi che quello che appare sui
fotogrammi sia un fenomeno naturale conosciuto. Questo comportamento va
messo in relazione a molti movimenti degli Ufo che, secondo noi, hanno un
moto simile a quello degli elettroni: un moto quantizzato. Potrebbero
esserci salti quantici. Se fosse veramente così non è detto che la luce
pulsante si accenda e si spenga: potrebbe comparire e scomparire. Si
tratta comunque di un corpo luminoso che si muove di moto proprio,
relazionato con delle emissioni di energia nel visibile.
L'esame dei fotogrammi ha messo invece trovato perplesso Maurizio Verga,
esperto informatico del Centro italiano studi ufologici (Cisu) la cui
fama, peraltro respinta dagli interessati, è quella di trovare sempre una
spiegazione convenzionale agli avvistamenti di "oggetti volanti non
identificati", di rottamare idealmente ogni astronave aliena che gli venga
a tiro. Dice infatti Maurizio Verga: Non potendo dimostrare che si tratti
di un falso o che si tratti di foto genuine, ma dovendo dire cosa
rappresentano quelle luci impresse sulla foto, la mia risposta, molto
onestamente, è: non lo so, mi trovo in difficoltà a trovare una possibile
spiegazione.
L'analisi delle foto fatta dagli esperti del Cun e del Cisu è recente, ma
l'esperimento, condotto in una località delle Prealpi varesine, si
riferisce al 13 dicembre 1983. Tra i presenti, con il medium e lo
scrivente, c'erano una sensitiva, due ufologi e un giornalista munito di
telecamera con registratore incorporato. Stabilito il "contatto", il
sensitivo annunciò, come si diceva, che tre globi variamente colorati si
stavano dirigendo verso il gruppo, sistemato sulla terrazzina di un
condominio panoramico. Una decina di diapositive scattate nella direzione
indicata dal tramite rivelarono poi tre fantasmagoriche scie zigzaganti
apparentemente lasciate da tre forme ovoidali.
Le foto, realizzate con apparecchiature computerizzate, sono dovute al
poliedrico prof.Giuseppe Ambrosini, perito accreditato presso il Tribunale
di Varese ed esperto in fotografia scientifica. Esaminando le immagini si
rilevò che i tracciati, presenti nello stesso fotogramma, avevano in
effetti colori diversi; che le scie erano costituite da "collane" luminose
i cui elementi si presentavano nella stessa forma e lunghezza quando il
percorso si sviluppava su un piano parallelo al punto di osservazione; e
che, quando gli oggetti si mostravano di fronte, la loro forma risultava
sferica. Nelle virate, quasi per effetto di un tempo di esposizione
maggiore nello stesso punto, la luminosità era più accentuata.
Il giornalista F.V. che aveva partecipato all'esperimento facendosi carico
di filmare la zona di cielo indicata dal medium e di registrare le
risposte aliene che arrivavano attraverso il centralino umano, riferì: La
telecamera ha dato tutto nero tranne alcuni bagliori che non saprei come
interpretare. Riascoltando l'audio, quando il medium dice "arrivano", si
comincia a sentire dei cani abbaiare. E si sentono fin quando il sensitivo
dice: "Non ci sono più, il fenomeno è cessato". Io ho visto due volte
queste luci lampeggianti, un rapido passaggio tipo meteora; dall'altra
parte una luce pulsante di colore rosa violaceo".
Tratto da la Prealpina del 15.04.03 (pag.Cronaca Prealpina)