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Ma prima di raccontare i particolari della vicenda e trarne delle conclusioni, sentiamo cosa dice il  prof.  Corrado Malanga, docente di chimica organica all'Università di Pisa, che ha analizzato le diapositive al computer con un programma di elaborazione di immagini digitalizzate:

FOTOGRAFIE UFOLOGICHESi tratta di luci pure, non ci sono trucchi possibili perché dietro non c'è niente. Sono luci che si muovono con velocità variabile, addirittura facendo dei "loop", quella specie di manovra a nodo degli aerei. E se fanno dei nodi è chiaro che dietro non c'è nessuno che le muove, perché non è possibile incastrarsi con se stessi. Se la luce è autosospesa, autosostentata, può fare quello che vuole: andare avanti, tornare indietro e anche incrociarsi con la sua stessa rotta, aggrovigliarsi. Esaminando i momenti colorati espressi dalle luci in movimento si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte al fenomeno di natura relativistica denominato "red shift". Escludo quindi che quello che appare sui fotogrammi sia un fenomeno naturale conosciuto. Questo comportamento va messo in relazione a molti movimenti degli Ufo che, secondo noi, hanno un moto simile a quello degli elettroni: un moto quantizzato. Potrebbero esserci salti quantici. Se fosse veramente così non è detto che la luce pulsante si accenda e si spenga: potrebbe comparire e scomparire. Si tratta comunque di un corpo luminoso che si muove di moto proprio, relazionato con delle emissioni di energia nel visibile”.

L'esame dei fotogrammi ha invece trovato perplesso Maurizio Verga, esperto informatico del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) la cui fama, peraltro respinta dagli interessati, è quella di trovare sempre una spiegazione convenzionale agli avvistamenti di "oggetti volanti non identificati", di rottamare idealmente ogni astronave aliena che gli venga a tiro. Dice, infatti, Maurizio Verga: “ Non potendo dimostrare che si tratti di un falso o che si tratti di foto genuine, ma dovendo dire cosa rappresentano quelle luci impresse sulla foto, la mia risposta, molto onestamente, è: non lo so, mi trovo in difficoltà a trovare una possibile spiegazione”.                    

FOTOGRAFIE UFOLOGICHELe foto scattate dal varesino professor Giuseppe Ambrosini fecero seguito agli avvistamenti registrati alla fine degli anni Settanta a Cuasso al Monte, in particolare a una foto scattata il 2 ottobre del 77,’ quando fu ripreso un Ufo a forma triangolare sul Ceresio; e ad un avvistamento del 13 ottobre successivo, quando infermieri e degenti del locale ospedale assistettero alle evoluzioni di cinque ufo e diedero l'allarme ai Carabinieri. Le analisi sulle foto, fatte  dagli Esperti del CNR  e del CISU, è recente, ma l'esperimento condotto in una località delle Prealpi varesine, si riferisce al 13 dicembre 1983. Tra i presenti, con il medium c’erano:  una sensitiva, due ufologi e un giornalista munito di telecamera con registratore incorporato. Stabilito il "contatto", il sensitivo annunciò, come si diceva, che tre globi variamente colorati si stavano dirigendo verso il gruppo, sistemato sulla terrazzina di un condominio panoramico. Una decina di diapositive scattate nella direzione indicata dal tramite, rivelarono poi tre fantasmagoriche scie zigzaganti apparentemente lasciate da tre forme ovoidali. 

© Copyright 1983/2008 Vietata la riproduzione delle foto senza l’autorizzazione scritta dell’autore 

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