Prealpina
15.04.03 (pag.Cronaca Prealpina)
Si
tiene stasera alle Grotte di Valganna un incontro dedicato agli
avvistamenti registratisi nella zona alla fine degli anni Settata e
all’inizio degli Ottanta
GLI
UFO DI CUASSO ALL’ESAME DEGLI ESPERTI
INDUNO
OLONA - Gli Ufo di Cuasso al Monte, saliti alla ribalta delle cronache
nazionali negli anni Ottanta, tornano di attualità (l'appuntamento è
questa sera - ore 21 - alle Grotte di Valganna) per effetto delle
sorprendenti coincidenze tra la fenomenologia
riscontrata nella località valceresina e le apparizioni che si verificano da oltre un ventennio
nella vallata norvegese di Hessdalen, meta di diverse spedizioni
scientifiche internazionali, tra cui una italiana.
A Hessdalen, un borgo di 200 abitanti a sud-est di Trondheim, i
globi luminosi e colorati fanno evoluzioni, si bloccano, rimangono
immobili, ripartono: come successe appunto a Cuasso al Monte il 13
dicembre 1983, quando il professor Giuseppe Ambrosini, perito di
tribunale ed esperto in fotografia scientifica, li fissò sulla
pellicola. Le foto furono poi convalidate dal professor Corrado Malanga
dell'Università di Pisa e da un astrofisico del Consiglio nazionale
delle ricerche che - pur prendendo le distanze dagli Ufo - dichiarò che
quelle immagini rappresentano "senza dubbio eventi reali,
certamente simili ad alcuni aspetti del fenomeno di Hessdalen".
Le foto scattate dal varesino professor Ambrosini fecero seguito
agli avvistamenti registrati alla fine degli anni Settanta a Cuasso al
Monte, in particolare a una foto scattata il 2 ottobre del '77 - quando
fu ripreso un Ufo a forma triangolare sul Ceresio - e a un avvistamento
del 13 ottobre successivo, quando infermieri e degenti del locale
ospedale assistettero alle evoluzioni di cinque Ufo e diedero l'allarme
ai carabinieri.
Degli Ufo di Cuasso e della Valceresio, dunque, si parlerà
stasera (la conferenza è a ingresso libero) alle Grotte di Valganna.
Relatore sarà il dottor Carlo Sabadin, esponente dei gruppi di ricerca
"Fondazione Sentinel" e "Stargate Group". Introdurrà
l’incontro l'ingegnere varesino Eugenio Ballini, vicepresidente
dell'Associazione ricerche ufologiche e paranormali (Arup).
Nel corso della serata si parlerà anche del progetto di
costituire una Fondazione Ufo avente lo scopo di organizzare spedizioni
scientifiche nei luoghi in cui sono state registrate fenomenologie
simili a quelle verificatesi nella località norvegese, a cominciare,
naturalmente, da Cuasso al Monte.

L'iniziativa è parallela a quel "Progetto Hessdalen"
nato nel 1984 per volontà dell'ingegnere elettronico Erling Strand che
dimostrò la concreta realtà delle apparizioni di "oggetti volanti
non identificati" nella vallata norvegese. A seguito di un convegno
internazionale, svoltosi nel 1994 a Hessdalen, furono poi avviati
svariati progetti di ricerca cui partecipano anche esponenti del
Consiglio
nazionale delle ricerche italiano (Cnr).
Le foto che il 13 dicembre 1983 hanno fissato le evoluzioni degli
Ufo a Cuasso al Monte e che faranno bella mostra di sé questa sera alle
Grotte di Valganna, sono state analizzate con un apposito programma di
elaborazione di immagini digitalizzate dal professor Corrado Malanga,
docente di chimica organica all'Università di Pisa e già consulente
scientifico del Centro ufologico nazionale.
Ecco alcuni passi della sua relazione: "Si tratta di luci
pure, non ci sono trucchi possibili perché dietro non c'è niente. Sono
luci che si muovono con velocità variabile, addirittura facendo dei
"loop", quella specie di manovra a nodo degli aerei. E se
fanno dei nodi è chiaro che dietro non c'è nessuno che le muove, perché
non è possibile incastrarsi con se stessi. Se la luce è autosospesa,
autosostentata, può fare quello che vuole: andare avanti, tornare
indietro e anche incrociarsi con la sua stessa rotta, aggrovigliarsi.
Esaminando i momenti colorati espressi dalle luci in movimento si
ha la netta sensazione di trovarsi di fronte al fenomeno di natura
relativistica denominato "red shift". Escludo quindi che
quello che appare sui fotogrammi sia un fenomeno naturale conosciuto.
Questo comportamento va messo in relazione a molti movimenti degli Ufo
che, secondo noi, hanno un moto simile a quello degli elettroni: un moto
quantizzato. Potrebbero esserci salti quantici. Se fosse veramente così
non è detto che la luce pulsante si accenda e si spenga: potrebbe
comparire e scomparire. Si tratta comunque di un corpo luminoso che si
muove di moto proprio, relazionato con delle emissioni di energia nel
visibile".
Le circostanze in cui le diapositive furono riprese (una medium
aveva avvertito la presenza degli Ufo nel cielo di Cuasso al Monte) non
hanno mancato comunque di sconcertare Renzo Cabassi, capo dello staff di
tecnici italiani che a più riprese si sono recati in Norvegia per
registrare quei fenomeni: "Ovviamente - dichiara il ricercatore -
sono perplesso, ma se non si dice nulla, quelle cose continueranno ad
esistere. Ritengo quindi
che si debba prendere visione dell'intera saga, per esprimere
un'opinione valida".
Un’altra serata dedicata ai misteri della Valceresio, dunque.
Ce n’è per restare svegli per tutta la notte.
Antonio Di Gaetano
IL
PROGETTO
Sarà
istituita una Fondazione
INDUNO – (a.d.g.) -
Il valore scientifico della registrazione del fenomeno è dunque
altissimo: qualora fosse possibile rilevare con le opportune,
sofisticate attrezzature che gli oggetti fotografati a Cuasso sono
dovuti a una sorta di interazione tra una mente (quella della medium) e
un evento (l'apparizione di Ufo, qualsiasi cosa essi siano), si
dimostrerebbe un assunto teorico della meccanica quantistica elaborato
solo da modelli fisici, peraltro non provati da evidenze sperimentali
secondo i canoni della fisica. Per consentire la rilevazione del
fenomeno, che impegnerà tecnici dotati delle necessarie
apparecchiature, questa sera alle Grotte si parlerà anche del progetto
di costituire una Fondazione Ufo, considerato che l'iniziativa trova il
consenso di docenti universitari milanesi interessati sia all'aspetto
tecnologico del fenomeno sia a quello paranormale.
L'area intorno a Cuasso al Monte, e quindi anche quella del
confinante territorio elvetico, ha registrato nel tempo parecchi casi di
avvistamenti Ufo. Gli
abitanti di Cuasso e della Valceresio hanno imparato tuttavia a
convivere col fenomeno e difficilmente, nel timore di essere considerati
visionari, segnalano eventi legati all'ufologia. Non molto tempo fa,
giusto lungo le strade boscose di Cuasso al Monte, una automobilista notò
tra gli alberi una sorta di navicella spaziale. Confidandosi con
un'amica valceresina scoprì che anche lei, lo stesso giorno, passando
per lo stesso luogo, aveva notato quell'oggetto.
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