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L'analisi delle foto restringeva infatti il campo delle ipotesi ricorrenti per cercare altre spiegazioni all'infuori di quella della natura ufologica dell'evento: dal falso deliberato, al difetto della pellicola e della stessa macchina fotografica; dall'aeromobile di costruzione terrestre al fenomeno atmosferico o astronomico. Il 5 maggio 1984, in occasione di un congresso organizzato a Genova dal Centro ufologico nazionale (Cun), l'astrofisico americano professor Allen J.Hynek - lo scienziato che aveva fatto parte di numerose commissioni governative istituite per venire a capo del mistero dei "dischi volanti" e che Newsweek definì "il Galileo dell'ufologia" - dichiarò che le foto scattate in quell'occasione erano "molto, molto interessanti" e che ne aveva già esaminato di simili, realizzate in modo occasionale. Anche lui, rivelò, aveva tentato esperimenti di tipo extrasensoriale ma non aveva trovato medium in possesso di facoltà adeguate.
Va
comunque tenuto presente che anche l'obiettivo di una moderna
macchina fotografica dispone di una risoluzione "visiva"
che documenta delle scale cromatiche ben diverse da quanto viene
evidenziato dall'occhio umano. Per quanto riguarda presunte entità extraterrestri, queste - come ipotizza Jannes Fiebag nel suo libro "Gli alieni" (Ed.Mediterranee, 1994) - possono stabilire un contatto mentale con la nostra psiche. La presenza di tali "intelligenze" che si manifesta con emissioni non visibili potrebbe essere documentata con strumentazioni adeguate, quali un "elettrovisore" messo a punto dal mio studio. Veniamo allora alle conclusioni, del tutto personali, considerato che, almeno fino a qualche tempo fa, tanto gli ufologi che i parapsicologi - non vedendo di buon occhio la commistione tra le due discipline, entrambe alla ricerca di qualche credibilità - evitavano accuratamente di prendere in considerazione i casi di "incontri ravvicinati" con sensitivi per protagonisti. In seguito però devono essersi ravveduti se perfino il sociologo Roberto Pinotti, brillante storico dell'ufologia italiana, ha ammesso in uno dei suoi numerosi libri dedicati all'argomento che "non si esclude la possibilità che messaggi telepatici di effettiva origine extraterrestre possano essere recepiti da soggetti umani particolarmente dotati". Se dunque un medium: 1) si sintonizza sulla lunghezza d'onda telepatica di presunti alieni vaganti nello spazio terrestre; 2) chiede loro di manifestarsi; 3) riceve la segnalazione che in un amen apparirà una formazione di tre globi diversamente colorati e che 4) tre globi appaiono, evoluiscono e vengono fissati sulla pellicola, per il principio di causa-effetto cosa può significare? A) che il "contatto" c'è stato; B) che "qualcuno" l'ha recepito e ha prodotto l'apparizione richiesta. Vogliamo fare l'avvocato del diavolo? Potrebbe trattarsi di una manifestazione paranormale (ideoplastia?) o, è il caso di dirlo, diabolica, e comunque innescata dall'esperimento condotto: ma anche questo sarebbe un bel fenomeno che il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni paranormali) farebbe fatica a smontare. La spiegazione più semplice starebbe nei fatti, considerando anche che in ufologia, tra le tante ipotesi che si sprecano, c'è anche quella verso cui propendeva il prof.Hynek: che gli Ufo provengano da dimensioni parallele alla nostra.
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